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Il fai da te nell'era digitale

Diffidenti e appassionati: due mondi a confronto
Alzi la mano chi non ha pensato almeno per una volta che fai da te fosse sinonimo di lavoro approssimativo. In verità, l'hobbista spende davvero molto tempo per riuscire nelle sue imprese. La realizzazione di un oggetto inizia, infatti, nella testa di chi lo pensa, prima ancora che il lavoro venga concluso. C'è da progettare, procurare il materiale, eseguire e, a volte, anche rifare. È un processo con tempistiche spesso più lunghe del previsto. Se c'è la passione, però, tutta la fatica passa in secondo piano: la soddisfazione del vedere qualcosa realizzato con le proprie mani ripaga sempre.


Il fai da te nell'era digitale

Alla riscoperta degli hobbisti italiani
L'hobbista odierno ha davvero molte porte aperte rispetto a una ventina di anni fa, per diverse ragion: la più lampante è sicuramente la globalizzazione. In Italia, i piccoli amanti del fai da te hanno fatto fatica a introdursi nel mondo del lavoro, ma grazie a internet e ai social network le nuove generazioni hanno potuto dare visibilità alle proprie creazioni, trasformando a volte la propria passione in un lavoro vero e proprio.

L'avvento delle nuove tecnologie
Il fai da te tradizionalmente è legato al lavoro prettamente manuale, ma l'uso di una macchina non preclude l'ingegno, l'inventiva e il processo creativo. Le nuove generazioni stanno infatti facendo passi da gigante in questo campo: sempre più spesso le conoscenze universitarie e la capacità di gestire macchine complesse portano i giovani imprenditori a reinventarsi ogni giorno. Stampanti 3D, macchine a controllo numerico, attrezzature fortemente automatizzate stanno comparendo sempre più di frequente nei piccoli laboratori italiani. Quindi non limitate i vostri orizzonti, siate curiosi e propositivi perché il mondo aspetta soltanto voi!

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