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Tipi di riso

Arborio, Canaroli, integrale, parboiled, basmati, Venere… i tipi di riso sono tantissimi, ognuno con specifiche caratteristiche, oltre che un aspetto che lo rende unico. Per orientarvi in cucina, ecco una pratica guida firmata Bennet.

I cinesi coltivavano la pianta di riso già nel neolitico. Dalla Cina, nei millenni successivi si diffuse in Mesopotamia, in Persia, Egitto e in Europa. Oggi il riso è un alimento fondamentale nelle diete di tutto il mondo e se ne producono oltre 550 milioni di tonnellate.


Tipi di riso: la guida che non scuoce mai.

Riso Arborio.

È tra i più utilizzati nella cucina italiana. È ricco di amido e si presenta con chicchi, bianchi e lunghi. Cuoce in circa 15/18 minuti, in maniera abbastanza uniforme. È ideale per risotti ma non per i dolci.

Riso Carnaroli.

È il preferito dagli chef ed è noto come il “re dei risi”. È un riso superfino e si presenta con chicchi grossi, bianchissimi e affusolati. Cuoce in 18/20 minuti. È ideale per piatti d’alta cucina per la sua tenuta sia degli odori sia della mantecatura.

Riso integrale.

È sottoposto a una lavorazione molto più semplice, rispetto ai “risi bianchi”. I suoi chicchi  possono essere lunghi o corti, perché il “riso integrale” non è legato a una qualità specifica. È molto usato nelle diete “sportive” perché ha un apporto ideale di carboidrati ed energia.

Riso parboiled.

Deriva il suo nome dalla modalità di trattamento dei chicchi (partially boiled, parzialmente bollito). Grazie a questo procedimento, mantiene alti i suoi i micronutrienti (vitamine e sali minerali), non scuoce e assorbe meno i grassi. Ha un chicco color ambra, che cuoce in un tempo variabile a seconda del trattamento. È ideale per minestroni, insalate, paella e contorni, ma non per i risotti.

Riso basmati.

È particolarmente apprezzato per il suo profumo inteso. Il riso basmati è caratterizzato da un chicco sottile e allungato, che raddoppia le sue dimensioni in cottura. Cuoce in 10/12 minuti. È ideale per piatti dal gusto orientale, perché i chicchi rimangono ben separati. Per lo stesso motivo è sconsigliato per risotti e minestre.

 

Riso Venere o nero.

Nonostante il suo singolare colore e il suo nome che richiama l’antichità, è un prodotto completamente italiano e piuttosto recente. La varietà è stata creata con incroci nel 1997 a Vercelli ed è coltivata da poche e selezionate aziende agricole, in Piemonte e in Sardegna. I suoi chicchi di color ebano sono arrotondati e cuociono in circa 25 minuti. È rinomato, oltre che per la sua presenza scenica, per l’assenza di glutine, per i suoi poteri antiossidanti e per l’alta presenza di vitamine B e B1.

Tra tutti i tipi di riso, qual è il vostro preferito?

Diteci la vostra e inviateci le foto dei vostri piatti a base di riso, attraverso sulla pagina Bennet.

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