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In cucina

Di quali formaggi si può mangiare la crosta?

5 minuti di lettura
Di quali formaggi si può mangiare la crosta Di quali formaggi si può mangiare la crosta
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Quando tagli un pezzo di formaggio, probabilmente ti sarà capitato di chiederti: la crosta si può mangiare oppure no? Non tutte le croste sono uguali e capire se la crosta del formaggio è edibile dipende dal tipo di lavorazione, dalla stagionatura e dal trattamento della superficie. In alcuni casi la crosta fa parte del formaggio ed è assolutamente commestibile, mentre in altri è meglio evitarla. Sapere la differenza tra crosta non edibile e crosta naturale ti aiuta a ridurre gli sprechi in cucina e preparare piatti davvero gustosi, usando le croste per insaporire zuppe, piatti di pasta o per creare degli snack. Scopriamo quindi di quali formaggi si può mangiare la crosta, quali è meglio eliminare e come riutilizzarle in cucina.


Quali tipologie di crosta del formaggio esistono?

La crosta formaggio si forma durante la stagionatura e protegge la pasta interna. Non è solo una “buccia”: spesso è il risultato di processi naturali come la crescita di muffe o di trattamenti specifici. Le principali tipologie sono quattro:


1. Crosta naturale

Si sviluppa durante la stagionatura senza particolari trattamenti. È tipica dei formaggi stagionati e spesso può essere utilizzata in cucina. Un esempio molto conosciuto è la crosta del Grana Padano o quella del Parmigiano Reggiano. Anche se può essere dura da mangiare direttamente, è perfetta per insaporire minestre e risotti.


2. Formaggi a crosta fiorita

I formaggi a crosta fiorita sono ricoperti da una muffa bianca e vellutata, generalmente del genere Penicillium. Questa crosta è completamente edibile e fa parte del gusto del formaggio. Tra i più noti troviamo:

  • Brie
  • Camembert
  • Caprini a crosta bianca

Quindi la crosta del brie si mangia? La risposta è sì. Anzi, è proprio quella parte che contribuisce alla consistenza cremosa e al sapore caratteristico del formaggio. Se la togli, perdi parte del gusto del formaggio stesso!


3. Formaggi a crosta lavata

Un’altra categoria è quella dei formaggi a crosta lavata. Durante la stagionatura la superficie viene lavata con acqua salata favorendo lo sviluppo di batteri che creano aromi molto intensi. Tra i formaggi a crosta lavata troviamo ad esempio:

  • Taleggio
  • Munster
  • Reblochon

Nel caso di formaggi come il taleggio sarebbe preferibile evitare di mangiare la crosta, perché durante il processo di stagionatura viene sottoposta a microorganismi che aiutano a dare sapore e aroma al formaggio. Inoltre, il formaggio viene poi spesso manipolato, quindi si sconsiglia il consumo della crosta.


4. Crosta trattata o non edibile

Esistono poi formaggi la cui superficie viene trattata con cere, paraffina o coloranti protettivi. In questi casi si parla di crosta non edibile. Il significato di “crosta non edibile” è proprio questo: una crosta che non deve essere consumata perché non fa parte del formaggio. Alcuni esempi di formaggi con crosta non edibile sono la Fontina, il provolone, l’asiago. A questi si aggiungono molti formaggi filanti, che hanno un rivestimento in cera o plastica, come l’edam o il galbanino, che non si può mangiare. Se hai il dubbio, controlla sempre l’etichetta: spesso viene indicato chiaramente se la crosta è commestibile oppure no.


Cosa succede se mangio crosta formaggio non edibile?

Dipende da numerosi fattori. In alcuni casi non succede nulla di grave se ingerita accidentalmente, ma è preferibile evitare: non è pensata per essere consumata proprio perché può contenere conservanti e coloranti, che possono portare effetti negativi sull’organismo o a reazioni allergiche.

In altri casi, invece, il pericolo è superiore: in alcuni casi, le croste vengono trattate con agenti chimici o cere, non sicuri per l’organismo. Inoltre, la superficie del formaggio può essere a contatto con fattori ambientali, come sporco o polvere, ma anche con sostanze chimiche o biologiche provenienti dalla filiera in cui sono inserite, quindi è sempre bene far attenzione.

Per questo è sempre meglio controllare l’etichetta e, in generale, rimuovere croste trattate con cera o paraffina o quelle molto artificiali o colorate.


Croste particolari: grana e gorgonzola

Alcuni formaggi hanno croste molto riconoscibili. La crosta del Grana Padano è dura e spessa, ma tecnicamente edibile. Di solito non si mangia direttamente, ma è perfetta per cucinare. Un trucco classico è aggiungerla durante la preparazione di minestroni, zuppe di legumi o sughi a lunga cottura: rilascia sapore e rende il piatto ancora più ricco.

La crosta del gorgonzola invece è sottile e leggermente più dura della pasta interna. Proprio come per il taleggio, sarebbe opportuno evitare di consumarla. Altri formaggi ci cui non va consumata la crosta sono ad esempio l’asiago, pecorino toscano, leerdammer, fontal nazionale e fontina.


Come usare le croste di formaggio in cucina

Le croste non devono necessariamente finire nella spazzatura. Anche quando non le mangi direttamente, possono diventare ingredienti utili in cucina:

  • Nelle zuppe e nei minestroni: le croste di formaggi stagionati come Grana Padano o Parmigiano sono perfette per arricchire zuppe e minestre. Basta aggiungerle durante la cottura: si ammorbidiranno e rilasceranno un gusto intenso.
  • Croste di formaggio al microonde: ideale se vuoi preparare uno snack veloce, ti basterà tagliare la crosta a piccoli pezzi, metterla su carta forno e scaldare per circa 1 minuto. Diventeranno croccanti, perfette come snack o per decorare insalate e vellutate.
  • Croste di formaggio in friggitrice ad aria: gustosa e veloce, ti basterà tagliare la crosta a cubetti e cuocerla per pochi minuti a circa 180 °C. Otterrai delle chips croccanti e saporite, ideali come aperitivo o per accompagnare zuppe e creme di verdure.

Dalle zuppe alle croste di formaggio al microonde fino alle croste di formaggio in friggitrice ad aria, basta un po’ di creatività per trasformarla in qualcosa di davvero gustoso.

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