Come leggere correttamente l’etichetta dello spumante per fare la scelta giusta
Scegliere una bottiglia di spumante può sembrare semplice, ma non sempre la qualità dipende dall’estetica. In realtà, dietro ogni bottiglia si nasconde un mondo fatto di denominazioni, territori, metodi di produzione e indicazioni precise che possono aiutarti a capire cosa stai per versare nel calice.
Ecco perché imparare a leggere correttamente l’etichetta dello spumante ti permette di scegliere in modo più consapevole, che tu stia organizzando una cena speciale, un brindisi tra amici o semplicemente voglia concederti una bollicina di qualità. In questa guida scoprirai cosa significano le principali voci che trovi in etichetta, come denominazioni, annata, grado alcolico e origine.
Qual è la normativa per le etichette degli spumanti?
Le voci presenti nell’etichetta di uno spumante sono definite in base alla a normativa europea 2019/33: questa normativa spiega quali sono le voci che devono comparire obbligatoriamente sulle etichette sul fronte e sul retro della bottiglia:
- Front label seduce: deve riportare nome, marchio e annata dello spumante
- Back label: deve riportare la sua denominazione, il volume e la gradazione alcolica, indicazioni su imbottigliatore, smaltimento e allergeni.
Secondo la normativa, va indicato in etichetta anche il tipo di vino spumante prodotto, con sigle che rappresentano la classificazione:
- Vino Spumante (V.S), la categoria generica che identifica uno spumante senza ulteriori specifiche qualitative.
- Vino Spumante di Qualità (V.S.Q.), uno spumante prodotto secondo standard qualitativi più rigorosi.
- Vino Spumante aromatico di Qualità (V.S.Q.A), uno spumante ottenuto da vitigni aromatici (come il Moscato), caratterizzato da profumi intensi. Può riportare l’indicazione del nome del Vitigno o, se prodotto in più vitigni, l’indicazione “Elaborato con uve di varietà aromatiche”.
- Vino Spumante Gassificato (V.S.G.), è uno spumante a cui l’anidride carbonica è aggiunta artificialmente, non sviluppata naturalmente con la fermentazione.
Denominazioni: cosa significano DOC, DOCG e IGT nello spumante
La prima cosa che salta all’occhio quando leggi l’etichetta dello spumante è spesso la denominazione di origine. È un’informazione fondamentale, perché ti dice da dove proviene il vino e quali regole produttive sono state seguite.
In Italia puoi trovare principalmente queste sigle:
- DOC (Denominazione di Origine Controllata)
- DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
- IGT (Indicazione Geografica Tipica)
Prendiamo come esempio uno dei nomi più noti: il Prosecco DOC. La sigla DOC garantisce che lo spumante è stato prodotto in una specifica area geografica, seguendo un disciplinare preciso che stabilisce vitigni, rese, metodo di produzione e parametri qualitativi. Se invece trovi una DOCG, come nel caso del Franciacorta DOCG, significa che lo spumante appartiene a una denominazione con controlli ancora più rigidi e standard qualitativi più elevati. L’IGT, invece, è una denominazione più flessibile. Indica comunque una zona geografica di provenienza, ma lascia al produttore maggiore libertà nelle scelte produttive.
Perché è importante? Perché la denominazione è una prima garanzia di qualità e di stile. Sapere che uno spumante è un Asti Spumante DOCG, ad esempio, ti dice già che sarà aromatico, dolce o abboccato, prodotto principalmente con uve Moscato e legato a un territorio preciso del Piemonte.
L’origine: territorio e zona di produzione
Sull’etichetta dello spumante trovi sempre indicata l’origine, cioè la zona di produzione. Può essere una regione, una provincia o un’area più circoscritta. Il territorio incide moltissimo sul profilo aromatico e sul carattere delle bollicine. Il clima, l’altitudine, il tipo di suolo e l’esposizione influenzano acidità, freschezza e struttura.
Se leggi “Prodotto in Italia” è un’indicazione generica. Ma se trovi una zona più specifica, come ad esempio Conegliano-Valdobbiadene, Trento o Franciacorta, hai già un’informazione preziosa sullo stile dello spumante.
Uno spumante prodotto in montagna, come il Trento DOC, avrà spesso acidità più marcata e grande freschezza. Uno prodotto in zone collinari più temperate potrà risultare più morbido o fruttato.
Annata: quando è importante leggerla
Non tutte le bottiglie di spumante riportano l’annata. Quando la trovi, però, significa che il vino è stato prodotto con uve raccolte in un’unica vendemmia.
Negli spumanti, l’annata può essere un indicatore importante di qualità e carattere. Se leggi un millesimo specifico, vuol dire che quell’anno è stato ritenuto particolarmente interessante dal punto di vista climatico.
In altri casi, soprattutto per molti spumanti non millesimati, il produttore miscela vini base di annate diverse per ottenere uno stile costante nel tempo. Questo non è un difetto, anzi: serve a garantire un gusto riconoscibile anno dopo anno.
Se vuoi uno spumante più “rappresentativo” di una vendemmia specifica, cerca l’annata in etichetta. Se invece preferisci uno stile più stabile e collaudato, uno spumante senza annata può essere la scelta giusta.
Grado alcolico: cosa ti dice davvero
Il grado alcolico è sempre indicato in etichetta, espresso in percentuale di volume (ad esempio 11% vol, 12% vol, 12,5% vol). Molti pensano che serva solo a capire “quanto è forte” uno spumante. In realtà, il grado alcolico ti dice molto di più.
Uno spumante con gradazione più bassa, come alcuni Moscato o Asti, sarà generalmente più leggero, aromatico e dolce. Uno con gradazione più alta sarà spesso più strutturato e adatto anche a piatti importanti.
Cosa significa Brut, Extra Dry, Dry negli spumanti?
A differenza delle etichette del vino, un altro elemento chiave dell’etichetta dello spumante è l’indicazione del contenuto di zuccheri, derivanti dall’uva o dai processi di fermentazione. Le diciture che puoi trovare indicano il cosiddetto residuo zuccherino e forniscono preziose indicazioni sul gusto delle varie tipologie di spumante, dal più secco al più dolce e vellutato:
- Brut Nature, Dosaggio Zero, Pas Dosé: secco, con pochissimi zuccheri residui (meno di 3g/l)
- Extra brut (residuo tra 0 e 6 g/l) molto secco e asciutto
- Brut: ha in genere un residuo zuccherino sotto i 12 g/l ed è leggermente meno secco dei precedenti.
- Extra Dry: leggermente più morbido, ma ancora fresco, con residuo zuccherino tra 12 e 20 g/l.
- Dry: più dolce di quanto il nome faccia pensare, è più vellutato, perfetto da accompagnare alla pasticceria secca, con un residuo di zuccheri tra 17 e 35 g/l.
- Demi-Sec o Dolce: sono le varianti decisamente più dolci, da abbinare ai dessert, con residuo tra i 33 e 50 g/l per i Demi-Sec e oltre i 50 g/l per i Dolce.
Se ami le bollicine fresche da aperitivo, probabilmente ti troverai bene con un Brut. Se invece vuoi accompagnare un dessert o preferisci un gusto più morbido, potresti orientarti su un Dry o Demi-Sec.
Come trovare informazioni su metodo di produzione
Anche se non sempre è obbligatorio indicarlo in modo evidente, molte etichette riportano il metodo di produzione dello spumante.
Se leggi “Metodo Classico” o “Champenois”, significa che la seconda fermentazione avviene in bottiglia, come accade nello Champagne. Questo metodo, tipico dei Franciacorta e dei Trento DOC, regala spesso bollicine più fini e aromi complessi di crosta di pane, pasticceria, frutta secca.
Se invece trovi “Metodo Martinotti” o “Charmat”, la seconda fermentazione avviene in autoclave. È il metodo che rende il processo di fermentazione più veloce, più usato per spumanti freschi e fruttati, come molti Prosecco.
Capire il metodo ti aiuta a scegliere tra uno spumante più complesso e strutturato e uno più immediato e fragrante.
Altre informazioni utili in etichetta: il glossario dello spumante
Oltre agli elementi principali, sull’etichetta dello spumante puoi trovare indicazioni sullo stile produttivo, struttura, affinamento e tempi:
- Cuvée: indica un assemblaggio di più vini base, che possono provenire da vitigni o annate diverse, per ottenere uno stile costante e riconoscibile.
- Millesimato: almeno l’85% delle uve proviene dalla stessa vendemmia. L’annata è indicata in etichetta, ma non è automaticamente sinonimo di qualità: molto dipende dall’andamento climatico di quell’anno.
- Sans Année / Senza Annata: spumante prodotto con vini base di annate diverse, miscelati per mantenere uno stile uniforme nel tempo.
- Blanc de Blanc: ottenuto esclusivamente da uve a bacca bianca (ad esempio Chardonnay).
- Blanc de Noir: prodotto solo con uve a bacca nera (come il Pinot Nero), vinificate in bianco.
- Crémant: con pressione più contenuta rispetto agli standard tradizionali, caratterizzato da bollicine più delicate.
- Satèn: termine usato in particolare in Franciacorta per indicare uno spumante metodo classico con pressione più bassa e spuma morbida e cremosa.
- Riserva: riservata agli spumanti Metodo Classico con un periodo di affinamento minimo di 3 anni.
- Sboccatura: Data che indica quando, nel metodo classico, la bottiglia è stata degorgiata e preparata per la messa in commercio.
In etichetta puoi anche trovare altre informazioni come nome e sede dell’imbottigliatore, volume della bottiglia (75 cl, Magnum, ecc.), lotto di produzione, indicazioni di sostenibilità o certificazioni biologiche. Anche questi dettagli possono fare la differenza. Un’indicazione “biologico”, ad esempio, ti segnala che le uve sono state coltivate secondo specifici standard ambientali.
Leggere correttamente l’etichetta dello spumante significa trasformare un semplice acquisto in una scelta consapevole. E la prossima volta che ti troverai davanti allo scaffale delle bollicine, saprai esattamente dove guardare e cosa cercare.