Quanti tipi di grappa esistono e quali sono
La grappa non è solo un semplice liquore da gustare a fine pasto, ma in realtà, non tutte le grappe sono uguali: possono avere profumi, colori e sapori molto diversi tra loro, a seconda di come vengono prodotte e delle materie prime utilizzate.
La grappa nasce dalle vinacce, cioè dalle parti solide dell'uva che rimangono dopo la vinificazione. Queste vengono distillate per ottenere un'acquavite che, secondo la normativa europea, deve avere almeno il 37,5% di alcol in volume.
Da qui inizia la varietà, perché il distillato può essere lasciato giovane e limpido oppure riposare nel legno, può essere ottenuto da un solo vitigno o da più varietà e può avere profumi naturalmente legati all'uva oppure essere aromatizzato con piante, frutti o altri elementi. Per questo, esistono tanti tipi di grappa, ognuna con diverse caratteristiche. In questo articolo vediamo quali sono le principali e per cosa si distinguono.
Come si classificano i tipi di grappa?
Per capire quanti tipi di grappa ci sono, è utile partire dai criteri utilizzati per distinguerli. Le principali classificazioni riguardano:
- il periodo e il tipo di affinamento, da cui derivano grappa giovane, affinata, invecchiata e riserva;
- il vitigno utilizzato, che permette di distinguere tra grappe monovitigno e ottenute da più varietà;
- le caratteristiche aromatiche dell'uva, che portano alle grappe aromatiche;
- l'aggiunta di sostanze vegetali o frutta, che identifica le grappe aromatizzate.
Queste caratteristiche possono combinarsi tra loro. Una grappa può quindi essere, per esempio, una monovitigno invecchiata oppure una giovane aromatica. Il Consorzio Nazionale Grappa distingue infatti diverse tipologie sulla base di età, vitigno e aromatizzazione, mentre nella classificazione dell’Associazione Nazionale degli Assaggiatori di Grappa (ANAG) vengono utilizzate ulteriori definizioni.
Grappa affinata in legno
Prima di procedere con le varie tipologie riconosciute, è importante sapere anche cos’è una grappa affinata: la risposta sta nel legno. L'affinamento consiste nel lasciare riposare il distillato in recipienti di legno per un periodo breve, per modificarne colore, profumi e gusto, rendendo il distillato più complesso e morbido.
Il termine affinata in legno è utilizzato soprattutto nelle classificazioni degli assaggiatori e del settore e non identifica, per l’appunto, una delle due principali soglie temporali previste dalla normativa per le diciture “invecchiata” e “riserva”. Fatta questa premessa, vediamo le caratteristiche delle principali tipologie di grappa.
Grappa giovane
La grappa giovane non viene sottoposta a un periodo di invecchiamento in legno ma che, dopo la distillazione, riposa in contenitori inerti, come acciaio o vetro.
Caratterizzato da una colorazione trasparente, il profilo aromatico dipende soprattutto dalla materia prima e dal processo di distillazione. Il risultato è generalmente una grappa dal profilo fresco e netto, nella quale il legno non interviene a modificare aromi, colore e struttura.
Grappa invecchiata o vecchia
La grappa invecchiata, chiamata anche grappa vecchia, è quella che ha trascorso almeno 12 mesi in recipienti di legno, durante cui il distillato cambia progressivamente le proprie caratteristiche.
Il colore, inizialmente trasparente nelle grappe giovani, può assumere tonalità dorate o ambrate. Anche il profilo aromatico si evolve: oltre alle note provenienti dalla materia prima, possono comparire sfumature legate al legno e al tempo di permanenza al suo interno.
Grappa barricata: cosa significa?
Tra i tipi di grappa barricata rientrano le grappe che vengono affinate o invecchiate in barrique, piccoli botti di rovere francese, generalmente di capacità inferiore rispetto alle botti tradizionali (tra i 225 e i 228 litri).
Il termine “barricata” viene utilizzato per indicare una grappa che ha sviluppato parte delle proprie caratteristiche grazie al contatto con questo tipo di legno, perché la barrique offre una superficie di contatto ampia rispetto al volume del distillato, incidendo in modo significativo sull'evoluzione del colore e del profilo aromatico, che in genere è più dolce e ricorda aromi di cioccolato o vaniglia.
Grappa riserva o stravecchia
La grappa riserva, chiamata anche stravecchia, rappresenta il livello successivo nella classificazione legata all'invecchiamento. Per utilizzare queste diciture, la grappa deve essere stata invecchiata in legno per almeno 18 mesi. Un periodo più lungo a contatto con il legno permette al distillato di sviluppare un profilo generalmente più complesso, con aromi e sensazioni diverse: dai sapori tabaccosi, vanigliati o dolciastri, fino ai profili più complessi (nel caso di invecchiamenti superiori a trent’anni) con sentori di pepe e chiodi di garofano.
Come per tutte le altre tipologie, il periodo di maturazione può essere indicato in etichetta, espresso in mesi o anni.
Grappa aromatica
La grappa aromatica si distingue dalla grappa aromatizzata per un dettaglio fondamentale: il profilo aromatico deriva dal vitigno utilizzato, non dall'aggiunta successiva di aromi. Sono considerate aromatiche, per esempio, le grappe ottenute da varietà come Moscato, Malvasia o Gewürztraminer, caratterizzate naturalmente da una maggiore ricchezza di profumi.
Una grappa aromatica può essere giovane oppure invecchiata. “Aromatica”, quindi, descrive la materia prima e il suo contributo al profilo del distillato, non il suo periodo di affinamento.
Grappa aromatizzata
Diversa è la grappa aromatizzata, alla quale vengono aggiunte, dopo la distillazione, sostanze vegetali, frutta o parti di frutta secondo le modalità previste.
In questa categoria rientrano, per esempio, grappe caratterizzate dall'aggiunta di erbe, frutti o piante aromatiche, che vanno ad arricchire il profilo della grappa. La distinzione tra aromatica e aromatizzata è quindi semplice: nella prima l'aroma caratteristico proviene dall'uva e dal vitigno, nella seconda deriva anche dall'aggiunta di elementi aromatici.
Grappa monovitigno e polivitigno
Un altro modo per distinguere le grappe riguarda la provenienza delle vinacce:
- La grappa monovitigno, o monovarietale, viene ottenuta da vinacce provenienti da una sola varietà di uva. Il vitigno può quindi diventare una delle caratteristiche centrali del prodotto e viene generalmente riportato in etichetta.
- La grappa polivitigno, nasce dall'utilizzo di vinacce provenienti da più varietà. Il distillatore può combinare materie prime differenti per ottenere un determinato equilibrio aromatico e gustativo.
Cosa significa grappa morbida?
È molto comune imbattersi in vari tipi di grappa morbida, una definizione che va interpretata in modo diverso rispetto a “giovane”, “invecchiata” o “riserva”. Morbida non indica infatti una categoria ufficiale di grappa, ma una caratteristica percepita durante l'assaggio. In genere, fa riferimento ai casi in cui il contatto con il legno rende il distillato più avvolgente, ma non significa che tutte le grappe invecchiate siano necessariamente morbide o che una grappa giovane debba essere particolarmente aggressiva.
Come scegliere tra i diversi tipi di grappa?
La scelta dipende soprattutto dal profilo che preferisci. Se ti piacciono distillati freschi, trasparenti e con aromi più direttamente legati all'uva, puoi orientarti verso una grappa giovane. Se invece cerchi profumi più complessi, tonalità morbide e note legate al legno, puoi provare una invecchiata o una riserva.
Le grappe monovitigno sono interessanti se vuoi riconoscere più chiaramente le caratteristiche di una determinata varietà di uva, mentre quelle polivitigno puntano sull'equilibrio tra materie prime diverse. Le grappe aromatiche e aromatizzate seguono invece due strade differenti: nella prima il carattere aromatico appartiene naturalmente al vitigno, nella seconda viene arricchito attraverso l'aggiunta di ingredienti specifici.
In etichetta, quindi, non fermarti a una sola parola. Vitigno, periodo di affinamento, tipo di legno e aromatizzazione raccontano insieme che tipo di grappa hai davanti.
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